lunedì 6 novembre 2017

Le forme sostituitive

Il nodo senoatriale è una struttura difficilmente isolabile ad occhio nudo, è apprezzabile solo in un rilievo della superficie interna del cuore al livello del confine tra il seno e l'atrio destro.


Il pacemaker artificiale risulta molto più visibile, in quanto ha delle dimensioni apprezzabili. Essendo situato all'esterno del cuore e della cassa toracica, è addirittura visibile ad occhio nudo come un rilievo sotto la cute.

Le diverse tipologie

I diversi tipi di pacemaker si distinguono in base al numero di elettrodi che vengono connessi al cuore. Esistono dunque pacemaker monocamerali, bicamerali e tricamerali. Ciascuna di queste tipologia è individuata da un codice alfabetico.
Il pacemaker monocamerale è costituito da un unico elettrocatetere che ha un polo collegato all'atrio o al ventricolo destro e l'altro collegato alla struttura metallica.
Il pacemaker bicamerale è costituito da due elettrocateteri aventi entrambi un polo collegato alla parte metallica, mentre i due poli liberi sono collegati a due distinte parti del cuore.
Il pacemaker tricamerale (detto anche atrio biventricolare), dotato di tre elettrocateteri, è in grado di stimolare sia l'atrio destro, sia entrambi i ventricoli.

Gli elementi

Il pacemaker cardiaco artificiale è essenzialmente formato da fili elettrici, una batteria e un generatore, contenute all'interno di una scatoletta.


  • il numero dei fili elettrici (elettrocateteri) può variare da 1 a 3 a seconda del tipo di pacemaker.
  • il generatore di impulsi elettrici.
  • le batterie sono solitamente del tipo IODIO-LITIO e hanno indicativamente una durata media di 10 anni e dipende da quanto il generatore deve intervenire all'interno dell'organo.
  • la scatola è di TITANIO, delle dimensioni di un accendino, 7x6x1 cm e pesa circa 10 grammi.