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lunedì 8 gennaio 2018
Glossario trilingue
giovedì 4 gennaio 2018
I brevetti del pacemaker
Wilson Greatbatch depositò il primo brevetto nel 1960: US 3057356 A, nello stesso anno venne impiantato il primo su un essere umano. Da allora furono diversi i brevetti depositati:
- US 4318411 A del 9 settembre 1980
- US 5954757 A del 1 ottobre 1997
- EP 1038548 A2 del 22 marzo 2000
- EP 1862196 A2 del 22 maggio 2007
Ognuno di questi brevetti si distingue per il diverso principio di funzionamento, e per i diversi parametri tecnici di generatore e conduttori elettrici. Inoltre ogni brevetto rappresenta un passo avanti rispetto al precedente: il brevetto del 22 maggio 2007 (EP 1862196 A2) tratta di un pacemaker dotato di antenna, in grado di essere ricaricato via wireless, evitando così un'operazione chirurgica ogni volta che la ricarica fosse necessaria.
giovedì 28 dicembre 2017
Problemi di interferenza
Sono state portate avanti diverse ricerche scientifiche sulle problematiche che possono insorgere in seguito a interferenza da parte di altri apparecchi elettronici.
questa interferenza può manifestarsi in alcune variazioni temporanee del funzionamento normale, che possono rappresentare un rischio per il paziente soltanto in casi rarissimi. Inoltre, queste problematiche possono insorgere soltanto in alcune tipologie di pacemaker e soltanto nel caso in cui l'apparecchio elettronico che provoca l'interferenza si trovi molto vicino al pacemaker.
Dunque, è semplicemente necessario fare in modo che l'apparecchio elettronico in questione (ad esempio il telefono cellulare) sia mantenuto ad una debita distanza dal pacemaker, circa 20-30 cm. Alcuni semplici accorgimenti da tenere sono pertanto:
- parlare al telefono tenendo quest'ultimo dal lato opposto al pacemaker;
- non tenere il telefonino nella tasca della giacca o dei pantaloni del lato del pacemaker.
sabato 23 dicembre 2017
I simboli del pacemaker
Ogni pacemaker è dotato di un codice identificativo che varia a seconda della tipologia. E' formato da cinque lettere:
- individua la cavità in cui avviene la stimolazione (A=atrio, V=ventricolo, D=entrambe);
- individua la cavità in cui viene eventualmente effettuata la rilevazione tramite sensore (A=atrio, V=ventricolo, D=entrambe, O=nessuna);
- individua il tipo di risposta (T=stimolazione alla rilevazione, I=inibizione alla stimolazione, D=entrambe, O=nessuna);
- individua il tipo di programmazione (P=programmabile, M=multiprogrammabile, R=frequenza dell'impulso si adegua ai dati raccolti);
- individua la tipologia delle funzioni antitachicardiache (P=stimolzione per contrastare l'aritimia, S=defibrillazione, D=entrambe, O=assente).
lunedì 6 novembre 2017
Le forme sostituitive
![]() |
| Il nodo senoatriale è una struttura difficilmente isolabile ad occhio nudo, è apprezzabile solo in un rilievo della superficie interna del cuore al livello del confine tra il seno e l'atrio destro. |
Le diverse tipologie
I diversi tipi di pacemaker si distinguono in base al numero di elettrodi che vengono connessi al cuore. Esistono dunque pacemaker monocamerali, bicamerali e tricamerali. Ciascuna di queste tipologia è individuata da un codice alfabetico.
Il pacemaker monocamerale è costituito da un unico elettrocatetere che ha un polo collegato all'atrio o al ventricolo destro e l'altro collegato alla struttura metallica.
Il pacemaker bicamerale è costituito da due elettrocateteri aventi entrambi un polo collegato alla parte metallica, mentre i due poli liberi sono collegati a due distinte parti del cuore.
Il pacemaker tricamerale (detto anche atrio biventricolare), dotato di tre elettrocateteri, è in grado di stimolare sia l'atrio destro, sia entrambi i ventricoli.
Il pacemaker monocamerale è costituito da un unico elettrocatetere che ha un polo collegato all'atrio o al ventricolo destro e l'altro collegato alla struttura metallica.
Il pacemaker bicamerale è costituito da due elettrocateteri aventi entrambi un polo collegato alla parte metallica, mentre i due poli liberi sono collegati a due distinte parti del cuore.
Il pacemaker tricamerale (detto anche atrio biventricolare), dotato di tre elettrocateteri, è in grado di stimolare sia l'atrio destro, sia entrambi i ventricoli.
sabato 28 ottobre 2017
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