martedì 16 gennaio 2018

Conclusioni

Questo blog rappresenta il frutto dello studio di un elemento artificiale, il pacemaker cardiaco, nell’ambito del corso di Storia delle cose: anatomia e antropologia degli oggetti presso il Politecnico di Torino. Questo intervento conclusivo ha lo scopo di trarre le conclusioni di tutte le informazioni e di tutto il materiale che si è susseguito nei post precedenti.

Per conoscere meglio l’oggetto in questione sono state reperite le informazioni di base: cos’è un pacemaker artificiale, ma soprattutto, cos’è il pacemaker naturale? Alla parola pacemaker tutti pensano immediatamente all’apparecchio oggetto di questo studio, che però è, appunto, un artificiale. Dopo aver cercato informazioni su entrambi, si è proceduto alla creazione di un brainstorm, nel quale sono presenti tutte le parole che hanno a che fare, o semplicemente rimandano al pacemaker. In seguito è stata realizzata una mappa concettuale che comprendesse tutti i concetti e gli ambiti che vengono toccati da questa analisi.

Da qui si è passati all’aspetto linguistico: da dove viene la parola, che significato ha, come viene definito il pacemaker sul vocabolario e come viene tradotto nelle principali lingue europee. Trovando molte affinità, in quanto il pacemaker è conosciuto nella maggior parte dei paesi proprio con la parola inglese, che è ormai entrata a fare parte di molti dizionari. da questa analisi, è stato poi creato un glossario trilingue e, infine, un abbecedario. 

Per avere maggiori informazioni riguardo l’oggetto di studio, si è proceduto alla lettura di molti articoli di giornale che ne spiegassero il funzionamento. Da questa analisi è emerso un ambiente in continua evoluzione: vengono ideati sempre nuovi tipi di pacemaker con diverse funzionalità e fatti di diversi materiali, per raggiungere le esigenze e per rendere meno ostica la vita dei pazienti che devono utilizzarlo. In proposito è stata effettuata una ricerca sui principali brevetti: dal primo brevetto depositato nel 1960 che tratta di un apparecchio molto semplice rispetto a quelli odierni, fino ad arrivare all’ultimo brevetto depositato, del 2007, che riguarda un pacemaker dotato di antenna.
Scoprendo sempre di più sull’apparecchio, si sono potuti trovare i diversi elementi che lo compongono e le singole funzionalità di ognuno di questi. Successivamente è stato realizzato un parallelo tra il pacemaker artificiale e il nodo senoatriale (il pacemaker “naturale”), individuando dunque le forme sostitutive.

Passando ad un aspetto più tecnico, sono state trattate le diverse tipologie di pacemaker che vengono utilizzate a seconda della patologia del paziente, che fondamentalmente implicano un diverso numero di fili elettrici collegati alla carcassa dell’apparecchio. Inoltre, a seconda dei punti in cui questi fili vengono collegati, il pacemaker viene contraddistinto da un particolare codice alfabetico identificativo.
Si è spostata l’attenzione su un lato più artistico: il rapporto che intercorre tra questo e il cinema, la musica e la letteratura. In proposito, è molto interessante approfondire il rapporto profondo e particolare che c’è tra il paziente e l’apparecchio che gli permette di vivere, come la scrittrice Carole Anderson evidenzia nella sua raccolta di storie. Un altro aspetto interessante è, invece, il legame tra pacemaker e musica. Questa tematica è stata oggetto di diversi studi, tra cui uno portato avanti dall’Università di Pavia, nonché di una puntata della famosa serie TV americana Grey’s Anatomy.

A questo punto, lo studio si è spostato su una parte di nuovo più tecnica. Sono infatti stati analizzati alcuni grafici e alcune statistiche relative ai pazienti utilizzatori di pacemaker, dai quali emerge un sempre maggior numero di impianti ogni anno che interessano maggiormaente le donne comprese tra gli 80 e gli 89 anni. I numeri caratteristici dell’apparecchio: ad esempio le grandezze, la durata della batteria e la durata dell’intervento.

Sono stati trattati i rischi che corrono i pazienti utilizzatori di questo apparecchio in seguito all’operazione chirurgica di impiantazione. Dalle ricerche è emerso, inoltre, il problema rappresentato dalle possibili interferenze che posso alterare il funzionamento del pacemaker.

Infine, partendo dal primo modello di pacemaker e dal suo inventore, sono state passate in rassegna le principali innovazioni degli ultimi anni, i medici che li hanno per la prima volta impiantati e gli istituti presso i quali questi sono stati studiati. A tal proposito, si è trattata la storia del primo pacemaker dotato di Wi-Fi, impiantato negli Stati Uniti.

Da questa analisi è emerso un argomento in continua evoluzione, in grado di seguire passo passo le novità di tutte le discipline che lo interessano: dal campo dell’ingegneria dei materiali all’elettrotecnica, dalla medicina alle telecomunicazioni. In generale ci si sta dirigendo verso apparecchi con funzionalità sempre più rivolte a diminuire il disagio provocato ai pazienti, per diminuire il numero degli interventi che questi devono subire nel corso degli anni seguenti al primo impianto, e alla creazione di apparecchi sempre più piccoli e sempre meno invasivi.

martedì 9 gennaio 2018

Abbecedario

A come ATRIO
l'atrio è una parte del cuore che viene stimolata dal pacemaker


B come BATTITO
è chiamato battito il rumore che fa il cuore durante il suo funzionamento, il pacemaker fa sì che il battito mantenga la frequenza giusta.

C come CUORE
organo principale dell'apparato circolatorio, sul quale il pacemaker agisce, per far sì che il sangue continui a scorrere nel modo giusto.


D come DURATA
dopo che viene impiantato mediante intervento chirurgo il pacemaker ha una durata, che dipende dalla tipologia di apparecchio. Infatti al termine della durata è necessario cambiarlo o più semplicemente ricaricarlo.

E come ELETTROCATETERE
gli elettrocateteri sono i conduttori elettrici che collegano il pacemaker al cuore, per mezzo dei quali gli impulsi elettrici vengono trasportati.


F come FREQUENZA
il compito del pacemaker è quello di mantenere la frequenza del battito cardiaco, stimolando il muscolo cardiaco con impulsi elettrici.

G come GENERATORE
all'interno del pacemaker è presente un generatore di impulsi elettrici.

H come HOSPITAL ST FRANCIS, NY
ospedale in cui è avvenuto l'impianto del primo pacemaker dotato di Wi-Fi.

I come IMPULSO
ciò che viene trasmesso al muscolo cardiaco per far sì che questo si contragga.

L come LITIO
le batterie utilizzate dal pacemaker sono solitamente batterie litio-iodio





M come MIOCARDIO
è il muscolo cardiaco, ciò che viene stimolato dall'impulso prodotto dal pacemaker.

N come NODO
il nodo senoatriale è il pacemaker naturale presente nel cuore.

O come OPERAZIONE
il pacemaker viene impiantato nel corpo del paziente mediante un'operazione chirurgica.


P come PERIODO
gli impulsi devono essere rilasciati dal pacemaker secondo un periodo ideale preciso.

Q come QT LUNGO
la sindrome del QT lungo è un disturbo che colpisce l'attività elettrica del cuore e che può essere curato attraverso l'utilizzo del pacemaker.

R come RITMO
il pacemaker trasmette gli impulsi secondo un certo ritmo costante.

S come SANGUE
elemento importante del sistema circolatorio, il pacemaker, favorendo la contrazione del cuore, ne permette la circolazione.


T come TITANIO
la maggior parte dei pacemaker sono costituiti da una scatoletta di titanio che contiene il generatore.

U come UNIVERSITA'
all'Università degli Studi di Pavia è stato portato avanti uno studio che stabilisce che la musica che si ascolta influenza il ritmo del battito cardiaco.

V come VASI SANGUIGNI
attraverso i quali scorre il sangue, pompato dal cuore.


Z come ZIRCONATO TITANATO
il nastro di zirconato titanato collegato a cuore, polmoni, diaframma e batteria che permette ad un particolare tipo di pacemaker innovativo di ricaricarsi grazie agli altri organi del corpo.

lunedì 8 gennaio 2018

Glossario trilingue

ITALIANO
INGLESE
FRANCESE
Cuore
Heart
Coeur
Battito
Heartbeat
Rythme
Sangue
Blood
Sang
Pressione
Pressure
Pression
Impulso
Impulse
Pouls
Vasi sanguigni
Blood vessels
Vaisseaux sanguins
Generatore
Generator
Générateur


sabato 6 gennaio 2018

L'inventore



L'inventore del pacemaker fu John Hopps, un medico e ingegnere elettrico canadese.


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Nel 1950 inventa il primo modello di pacemaker. Hopps fu il primo a scoprire che il cuore, se sottoposto a impulsi elettrici, si contrae. Fondò la Canadian Medical and Biology Engineering Society, la quale lo soprannominò in seguito il padre dell'ingegneria biomedica canadese. 

giovedì 4 gennaio 2018

Gli utilizzatori

Gli utilizzatori del pacemaker sono individui affetti da patologie cardiache che fanno sì che la contrazione cardiaca non avvenga in modo regolare e costante. I pazienti ai quali viene impiantato un pacemaker sono solitamente affetti da:
  • bradicardia: il cuore batte più lentamente del normale;
  • blocco cardiaco: (dovuto a invecchiamento o lesioni del cuore in seguito a infarto) il segnale elettrico durante l'attraversamento del cuore risulta rallentato o interrotto.

I brevetti del pacemaker

Wilson Greatbatch depositò il primo brevetto nel 1960: US 3057356 A, nello stesso anno venne impiantato il primo su un essere umano. Da allora furono diversi i brevetti depositati:
Ognuno di questi brevetti si distingue per il diverso principio di funzionamento, e per i diversi parametri tecnici di generatore e conduttori elettrici. Inoltre ogni brevetto rappresenta un passo avanti rispetto al precedente: il brevetto del 22 maggio 2007 (EP 1862196 A2) tratta di un pacemaker dotato di antenna, in grado di essere ricaricato via wireless, evitando così un'operazione chirurgica ogni volta che la ricarica fosse necessaria.

Storia del primo pacemaker dotato di Wi-Fi

New York. La sessantunenne Carol Kasyjanski, ha avuto per oltre vent'anni un pacemaker tradizionale. Nel 2009, per evitare che la donna dovesse continuare a vivere con il pericolo di avere ulteriori problemi cardiaci senza che nessuno se ne accorgesse, per la prima volta nella storia le impiantarono un pacemaker dotato di Wi-Fi.
Con questo dispositivo, in caso di problemi sarà proprio il pacemaker ad allertare il medico e i soccorsi. Inoltre, il monitoraggio e la cura della paziente sono resi molto più semplici, in quanto i suoi dati cardiaci vengono automaticamente inviati al medico regolarmente.